Esercizio di stile ~ Cappuccetto Marrone

C’era una volta cappuccetto marrone. Si chiamava marrone perché col marrone si possono fare un sacco di battute facili e non mi va di faticare per far ridere quei due stronzi drogati che leggono le cazzate di ’sto blog. Che oltretutto hanno il senso dell’umorismo al pari di un bambino complessato e basta dirgli una parola “sporca” che sbottano a ridere e non finiscono più, bisogna sparargli i sedativi da caccia per elefanti per avere un attimo di pace. In ogni caso, cappuccetto marrone aveva dei seri problemi di alcolismo. La nonna glielo diceva sempre: «non bere troppo che ti fa male, il fegato ne risente!». Col cazzo però che lei ascoltava quella vecchia baldracca sfatta. Già da quando faceva coppia fissa col lupo cattivo e aveva pisciato il cacciatore, i parenti non le davano più tregua. Il cacciatore d’altronde poco tempo dopo si era rivelato frocio fino al midollo ed era scappato con il Principe Azzurro; non vi dico i pianti disperati dei genitori, che puntavano tutto il futuro della figlia sul matrimonio con lui. Insomma, è ovvio che una ragazza così pressata trova poi rifugio negli ambienti govanili, cominciò a frequentare i rave nel bosco, imbottirsi di robaccia sintetica, ed ecco che conosce questo lupo così indipendente e così forte, che con lui si sente protetta e cazzate varie, e gliela dà manco fosse merda essiccata al sole. Oh no, ho detto merda… avanti, addormentate quel demente prima che si faccia del male da solo per le convulsioni da risata. Ma perché? Perché io devo essere circondato da questi individui? Magari vivessi nel mondo delle favole. Insomma, dicevo, cappuccetto marrone scopre che la nonna se la fa col lupo, dall’inizio della favola, il quale è tutt’altro che uno sbandato e infatti il padre gestisce una multinazionale import-export thailandese di materiali organici, e lui, per sentirsi figo e slegato dalla famiglia, si atteggia a fricchettone libertino. Va a finire che cappuccetto marrone, decisa a farsi una nuova vita, rapisce la nonna e chiede in riscatto al lupo un elicottero ed un milione di cocuzze; quello ovviamente non se la sente di rischiare l’amore della sua vita e le dà quello che chiede, ma la nonna, cannibale, già si era pappata la nipote. «Tanto sarebbe finita in prigione! Era così tenera, non ho saputo resistere!» esclamava tra le lacrime, ancora imbrattata di sangue dal mento in giù, davanti ai giornalisti appostati di fronte alla centrale. Il lupo, non reggendo alla scena, morì di crepacuore. I genitori di cappuccetto marrone ne utilizzarono la pelle per farsi una pelliccia chiccosissima che tutti invidiavano alle serate di gala, mentre gli organi furono generosamente donati alla corporazione del padre. Prima di essere giustiziata in pubblico, la nonna fece una cacata colossale di un marrone che più marrone non si può, e tutti seppero, sorridendo amaramente, che quella era la cara, vecchia cappuccetto marrone, e che avrebbe vegliato su di loro fino alla fine dei loro giorni.

5 Risposte a “Esercizio di stile ~ Cappuccetto Marrone”

  1. mi piace troppo *_*

  2. finalmente qualcuno che ne capisce, di arte. Altro che tutti i zoticoni ignoranti che disdegnano la poesia del non-sense.

  3. It is _not_ fun … seriously! ._.

  4. provocatoria

  5. sciocca e atta solo ad esercitarmi in uno stile di tendenza, che è il vernacolare/onirico, molto noncyclopedia estremizzata

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